TMNews, 29 mag 12 –

Il tribunale di Istanbul ha accettato i capi di accusa presentati pochi giorni fa dal procuratore speciale Mehmet Akif Ekinci, che ha chiesto 9 ergastoli per ciascuno dei 4 militari israeliani coinvolti nell’attacco alla Navi Mavi Marmara, avvenuto il 31 maggio 2010 e nella qual persero la vita otto cittadini turchi e un turco americano. Lo riporta il quotidiano Hurriyet. I capi di accusa sono stati accettati all’unanimità e riguardano l’ex capo delle Forze Armate, Generale Gabi Ashkenazi e I capi delle forze marittime, aeree e dell’intelligence. L’accusa è “incitazione a uccidere con crudeltà e tortura”. Il quotidiano Hurriyet sottolinea che è improbabile che I militari israeliani compariranno davanti alla giustizia turca. Se gli imputati verranno condannati in contumacia, allora il Tribunale di Istanbul potrebbe spiccare un mandato di arresto. Ma si tratterebbe di un atto più formale che altro. Con gli ufficiali verranno processati anche numerosi soldati non identificati che parteciparono all’operazione. Per il momento non è arrivato nessun commento ufficiale da Israele. La decisione arriva a pochi giorni dal secondo anniversario dell’attacco. La Mavi Marmara fu assaltata in acque internazionale mentre cercava di portare viveri alle popolazioni che vivono sulla Striscia di Gaza. La nave faceva parte di un conviglio chiamato Freedom Flottiglia e sposorizzato da un’organizzazione, la Ihh, sulla lista nera di Mossad e Cia perché accusata di avere legami con Hamas. Le autorità della Mezzaluna hanno rifiutato le conclusoni a cui è pervenuta la commissione istituita in Israele e anche quella delle Nazioni Unite, che giudicò eccessivo il ricorso alla violenza israeliano ma legale il blocco navale alla Striscia di Gaza. L’attacco ha segnato il deterioramento definitivo dei rapporti fra Turchia e Israele, un tempo alleati storici. La frattura è cultimata a settembre dell’anno scorso con l’espulsione dell’ambasciatore israeliano. La Turchia ha tentato, senza successo, di ottenere scuse ufficiali da Israele per l’attacco e di fare percepire alle famiglie delle vittime una compensazione economica. Da Tel Aviv è arrivato solo un messaggio di dolore per la perdita di vite umane. La posizione ufficiale israeliana è che le truppe agirono per legittima difesa, che in un primo momento usarono pistole con proiettili non letali, passando ad armi vere e proprie solo in un secondo momento. Il rapporto presentato al tribunale di Istanbul parlava di deliberata intenzione di uccidere e che la reazione israeliana non può essere considerata legittima difesa perché I passeggeri erano armati solo di bastoni, cucchiai e forchette. Il rapporto ha inoltre messo in evidenza che su alcune vittime è stato aperto fuoco a distanza ravvicinata e mentre si trovavano girate di spalle.