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E’ mistero attorno al caso di suicidio della nota giornalista Jacky Sutton, la quale si sarebbe tolta la vita nell’aeroporto Ataturk di Istanbul.
I colleghi ne sono certi: la donna, dal carattere forte e da sempre impegnata a sostenere i colleghi impegnati nelle zone di guerra specialmente in Iraq e in Afghanistan, non si sarebbe suicidata impiccandosi con i lacci delle scarpe in una toilette dello scalo, come invece ha indicato la stampa turca.
Una prima ricostruzione la dava come diretta nel Kurdistan irq. e proveniente da Londra, ma a causa di un ritardo avrebbe perso la coincidenza a Istanbul e non avrebbe avuto il denaro necessario ad acquistare un nuovo biglietto.
Una ricostruzione, questa, considerata risibile da chi conosceva la giornalista, e Christian Bleuer, un ricercatore suo amico, ha twittato che “Jackie Sutton aveva lavorato in Afghanistan e in Iraq. Era la donna più dura che si potesse incontrare. E la polizia turca dice che si è uccisa perché ha perso un volo?”. Ed ancora, “Non sono uno che crede alle cospirazioni, ma i turchi dicono che una videocamera di sorveglianza era malfunzionante, proprio nel punto in cui Sutton è stata assassinata”.
Londra intanto non si esprime e il ministero degli Esteri ha comunicato che sta fornendo “assistenza consolare alla famiglia” di Sutton.

