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Il premier italiano Matteo Renzi si è recato ad Asgabat, in Turkmenistan, per incontrare il presidente Gurbanguly Berdimuhammedov: scopo della visita è stato quello di allacciare nuovi rapporti in tema di energia, tanto che ad accompagnarlo vi era l’ad di Eni, Claudio Descalzi.

Tuttavia, pur ribadendo che “Anche alla luce degli accordi firmati oggi, quello del gas continua a essere un settore importante per la cooperazione tra Italia e Turkmenistan”, Renzi ha voluto precisare che “ci sono molte nuove possibilità, come nelle infrastrutture e nel turismo”, una “forte amicizia”, con “grandi potenzialità di sviluppo” in diversi settori”.

Berdimuhammedov ha spiegato che “Quelli di oggi sono stati colloqui importanti, basati su fiducia e comprensione reciproca”, e che “Abbiamo parlato anche di questioni internazionali e ribadito l’importanza di stabilità e sicurezza nella regione”. Vi è inoltre la proposta di dar vita ad una “commissione intergovernativa per il commercio e l’economia e di lanciare l’anno incrociato della cultura tra i nostri Paesi”.

Per quanto riguarda il campo energetico si parla ormai di “alleanza strategica” con il Turkmenistan: lo ha spiegato Descalzi, a conclusione della firma per l’intesa raggiunta: essa prevede l’estensione fino al 2032 della durata del Production Sharing Agreement, che regola le attività di esplorazione e produzione del blocco onshore Nebit Dag, come pure “aprire prospettive nelle aree dove ci troviamo, con davanti a noi 18 anni di ulteriori possibili sviluppi in un campo che ha grandi possibilità, anche perché abbiamo trovato altre riserve a livelli profondi; apriamo così un’alleanza strategica nel Caspio, con possibili tre blocchi, che sono ad olio e a gas, che potremo finalizzare a breve”.

L’ad di Eni ha voluto precisare che “Questi accordi hanno aperto prospettive importanti: non si tratta solo di Eni e della compagna statale Turkmenneft, ma di Eni, Italia e Turkmenistan: un’alleanza che è molto più ampia e che dietro ha tutto il sistema Italia”.