di Guido Keller –

ABU DHABI. I primi negoziati trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia si sono svolti in un clima definito “complessivamente costruttivo”, ma senza risultati concreti sul piano politico e territoriale. È quanto emerge dalle informazioni pubblicate da RBC-Ucraina, che cita fonti interne alle delegazioni coinvolte.

Si è trattato della prima vera riunione trilaterale con la partecipazione ufficiale di rappresentanti di tutte le parti, dopo un primo incontro introduttivo tenutosi il giorno precedente. I lavori sono stati organizzati in due sottogruppi distinti, uno politico e uno militare, che hanno operato in parallelo.

Nel sottogruppo politico non è stato registrato alcun progresso significativo. Le posizioni restano distanti:

– l’Ucraina ha insistito sull’apertura di un confronto sulla questione territoriale, partendo almeno dall’attuale linea di contatto;

– la Russia ha ribadito la richiesta del ritiro delle truppe ucraine dalla regione occupata di Donetsk.

Diversa la situazione nel sottogruppo militare, dove è stato registrato il maggiore livello di progresso dell’intero negoziato. I temi affrontati hanno incluso:

– il disimpegno delle forze armate,

– il monitoraggio del cessate il fuoco,

– la creazione di un Centro di controllo e coordinamento,

– la composizione dei Paesi partecipanti al meccanismo di monitoraggio.

Inizialmente, la delegazione russa si è opposta alla partecipazione di NATO, OSCE e dei Paesi europei sostenitori dell’Ucraina. Tuttavia, dopo le sollecitazioni delle delegazioni americana e ucraina, Mosca ha accettato la partecipazione degli Stati Uniti al monitoraggio, richiamando i “rapporti di fiducia” tra Vladimir Putin e Donald Trump.

Alla fine, le parti hanno concordato che il sistema di controllo e il centro di coordinamento saranno composti principalmente da Russia, Stati Uniti e Ucraina.

È stato inoltre deciso di preparare e scambiarsi, entro una settimana, le definizioni dei termini chiave del processo negoziale, tra cui:

– “regime di cessazione delle ostilità”,

– “cessate il fuoco”,

– “violazioni”.

Queste definizioni saranno discusse nel prossimo incontro ufficiale. Non è stata invece affrontata la questione del cosiddetto cessate il fuoco energetico.

Le parti hanno concordato di proseguire i negoziati nello stesso formato, con i medesimi sottogruppi, indicativamente entro una settimana.

Nel complesso, l’incontro di Abu Dhabi viene valutato come costruttivo, con un progresso significativo soprattutto sul piano militare e tecnico. Tuttavia, la questione territoriale resta completamente irrisolta, confermandosi come il principale nodo politico del conflitto e il maggiore ostacolo a un accordo globale.