di Marco Paganelli –
La Russia, l’Ucraina e l’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sulle forniture di gas. Esso prevede il pagamento anticipato di Kiev nei confronti di Mosca dei primi 4 miliardi di metri cubi mentre per le forniture successive il versamento sarà di 378 dollari per mille metri cubi fino al termine dell’ anno e 365 sino a marzo 2015.
L’azienda del Cremlino Gazprom riceverà inoltre il pagamento del debito accumulato in passato che ammonta a un totale di 3,1 miliardi di dollari di cui 1,45 miliardi sarà versato immediatamente mentre i restanti 1,65 a fine anno.
Il presidente della Commissione Europea uscente Manuel Barroso ha espresso soddisfazione per la riuscita delle faticose trattative durate oltre 14 ore e ha affermato che “nessuno rimarrà al freddo per il prossimo inverno”.
La notizia potrebbe contribuire a distendere il clima internazionale che è sempre più teso a causa dello sconfinamento di ieri dei Caccia russi, intercettati dai jet dell’Alleanza Atlantica, nei cieli di alcuni stati europei.
Il Segretario generale della Nato Stoltenberg, in visita ad Atene, ha sottolineato come essa sia forte e ha ribadito la necessità di intensificare la vigilanza dato che pur non essendoci un clima di guerra fredda si sta riducendo il livello di fiducia che si era costruito con la Russia dopo la caduta del muro di Berlino.
L’unica posizione ufficiale sull’accaduto è stata espressa dall’Unione Europea che ha ribadito l’importanza di una soluzione diplomatica della crisi ucraina (sette soldati di Kiev sono stati uccisi e undici sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore in scontri a Donetesk) mentre la Francia ha affermato di avere bloccato la consegna della nave da guerra Mistral a Mosca fino a quando non cesseranno le ostilità.
Il canale televisivo “Russia Today” ha sottolineato che i 26 caccia russi “non hanno oltrepassato alcun confine e sono rimasti all’interno dello spazio aereo internazionale” ma le autorità moscovite non hanno confermato né smentito tale versione.

