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Ancora scontri nella notte a Kiev fra i manifestanti filo-europeisti e le Forze dell’ordine quando sono stati impiegati i manganelli per aprire un varco nelle barricate, ormai fisse in modo stabile da una settimana, e rendere possibile l’accesso ai palazzi governativi. Nei tafferugli due dimostranti (dieci secondo le opposizioni) sono rimasti feriti alla testa, mentre una giornalista della France Press ha riferito di tre poliziotti feriti.

Nonostante le rigide temperature ed un tentativo di dialogo del presidente Viktor Yanukovich, la protesta non sembra cedere: d’altronde l’adesione all’Unione doganale voluta da Putin e quindi la chiusura all’Unione europea è una scelta obbligata per gli oltre 30 miliardi di dollari di debiti che Kiev ha con la Gazprom e con le banche russe.