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Non si placano i disordini in Ucraina, nonostante l’accordo ottenuto dagli oppositori con il presidente Viktor Yanukovich, mediato dalla “troika europea”, che prevede riforme costituzionali e voto anticipato: un certo numero di dimostranti anti-governativi inferociti ha fatto irruzione nella villa presidenziale a Kiev, come pure hanno preso il controllo del Palazzo del presidente. Alla base delle ultime azioni vi è la richiesta a che le elezioni si tengano entro il 25 maggio, come hanno spiegato in Parlamento l’ex pugile Vitali Klitschko, leader del partito Udar, e il capo del partito nazionalista Oleg Tiaghnibok.
Da quanto si è appreso, il presidente Yanukovich avrebbe lasciato la capitale e si sarebbe diretto, in “ritirata strategica” nell’est del paese, per la precisione a Kharkiv, dove ancora può contare su un certo consenso.
Intanto continuano le defezioni e le dimissioni: l’ultimo in ordine di tempo a lasciare il posto è stato il presidente del Parlamento, Volodimir Ribak, un fedelissimo di Ianukovich,
