di Marco Paganelli –

Il vice presidente americano Joe Biden ha dichiarato, durante la sua visita a Kiev in occasione del primo anniversario della rivolta a piazza Maidan, nella conferenza stampa del 21 novembre col presidente Petro Poroshenko, che l’Ucraina sarà aiutata nei prossimi mesi anche da alcuni volontari dei Corpi di Pace (cioè da un’organizzazione umanitaria che sostiene le nazioni in difficoltà).

La Casa Bianca ha espresso così la vicinanza al governo del paese per gli sforzi compiuti per avere attuato profonde riforme politiche ed economiche; poche ore prima dell’arrivo del sostituto di Obama fonti Usa avevano annunciato un aumento dell’equipaggiamento non letale ai soldati ucraini, i quali nelle scorse ore hanno denunciato la presenza di 7.500 militari russi nella parte orientale del loro territorio, ma non di altro tipo per non entrare in conflitto con il Cremlino.

Le autorità americane hanno colto nuovamente l’occasione per invitare Mosca, che ha chiesto alla comunità internazionale la garanzia che il paese non aderisca alla Nato, a non proseguire la sua politica espansionista, ma Putin dovrà fare i conti con la posizione espressa dal nuovo esecutivo di Kiev di volere intraprendere un cammino di adesione nell’Alleanza Atlantica; non è tuttavia detto che quest’ultima dia il proprio consenso a tale progetto in quanto non desidera alterare negativamente il quadro strategico globale.

Biden, recandosi oggi a Istanbul in occasione Consiglio Atlantico sul tema “Energia ed economia”, ha invitato l’Unione Europea a limitare la propria dipendenza energetica dalla Russia apprezzando le decisioni assunte, in tale senso, dalla Lituania e dalla Slovacchia.

Egli ha incontrato sabato scorso il premer Recep Tayyp Erdogan per discutere della lotta contro l’Isis e la possibile destituzione del dittatore siriano Bashar al-Assad, protetto anche militarmente da Mosca fin dal 1971.

Le forze armate della Lettonia hanno dichiarato oggi su Twitter di avere trovato un sottomarino del Cremlino nelle proprie acque territoriali, a 27 miglia dal confine, ma non sono avvenuti incidenti.

Gli Stati Uniti hanno ribadito che manterranno i loro militari in Polonia e nelle Repubbliche Baltiche almeno per il prossimo anno, fino a quando non cesseranno le tensioni con Mosca in seguito alla crisi ucraina.

Secondo alcune fonti la Russia avrebbe trasferito alcuni suoi missili S–400 sulla penisola di Kola che è situata al confine con la Finlandia e la Norvegia.