di Fabrizio Montagner –
Mentre a Kiev continuano le proteste dei filo-europeisti con le relative cariche della polizia, tanto che nella notte sono falliti i tentativi delle Forze di sicurezza di sfondare le barricate e di prendere controllo dell’accesso al Municipio, il primo ministro ucraino Mykola Azarov ha chiesto pubblicamente all’Unione europea la cifra di 20 miliardi di euro per firmare accordi di libero scambio.
Durante la seduta di gabinetto, ripresa dalla tv di Stato, Azarov ha detto che “Coloro che si sono radunati in Piazza dell’Indipendenza chiedono che l’Accordo con l’Unione sia sottoscritto immediatamente. Anche il governo è favorevole a farlo il prima possibile, ma vogliamo creare le condizioni per ridurre al minimo le perdite per la nostra economia”. “Abbiamo invitato la Commissione Europea” – ha proseguito il premier – “a valutare appunto in quali condizioni l’industria ucraina, e l’economia nel suo complesso, possano funzionare. Proponiamo di risolvere la questione attraverso l’offerta all’Ucraina di assistenza finanziaria, e abbiamo stabilito il suo ammontare approssimativo in 20 miliardi di euro”.
La mossa di Azarov appare come un evidente tentativo di addebitare al quasi certo rifiuto dell’Unione europea la responsabilità definitiva della scelta di aderire all’Unione doganale di Putin.
Tornando ai disordini di piazza dell’Indipendenza, in occasione dei quali vi sono stati feriti ed arresti, il ministro dell’Interno, Vitaly Zakharchenko, ha assicurato che “non è in programma alcuno sgombero forzato” (…) “Nessuno intende violare il diritto del popolo a protestare pacificamente. D’altra parte non si possono ignorare i diritti e i legittimi interessi delle altre persone ne’ può essere impedito il normale funzionamento della capitale”.

