di Guido Keller –

Continuano i combattimenti nella parte orientale dell’Ucraina, dove i filo-russi resistono anche grazie all’ormai comprovato supporto di armi e di combattenti provenienti da fuori, come nel caso di ceceni antiseparatisti e di serbi.

Dopo l’abbattimento di ieri di un elicottero della Guardia nazionale di Kiev mentre sorvolava di Slaviansk, azione in cui sono rimasti uccisi 12 fra militari e militanti del Berkut (a bordo vi era anche un generale), sono ripresi nella notte i bombardamenti dell’artiglieria ucraina sulle postazioni dei ribelli della città.

L’agenzia russa Ria Novosti ha riportato che “il bombardamento ha causato vittime tra i civili” e i ribelli hanno accusato i militari di aver messo in atto una “vendetta per l’abbattimento dell’elicottero”.

In mattinata vi sono stati bombardamenti nella zona dell’aeroporto, per cui è in corso la fuga dei civili dalle zone interessate dai combattimenti; 175 bambini sono arrivati a Camp Artek, in Crimea, dove vi sono le colonie estive. Anche la Russia, per bocca del responsabile dei Diritti dell’infanzia, si è detta pronta ad accogliere bambini: nella sola Sloviansk ci sarebbero circa 20mila minori.

Secondo diverse fonti, ammonterebbe a 200 il numero dei morti degli ultimi 5 giorni, fra i quali alcuni civili e l’ex campione del mondo di kick-boxing, il 31enne Nikolay Leonov, che combatteva con gli insorti; non si hanno ancora notizie degli ispettori dei due team Osce sequestrati a Donetsk e a Slaviansk nei giorni scorsi.

Mentre il Cremlino, al quale interessava probabilmente solo la Crimea, sembra aver girato le spalle ai ribelli, per cui il Segretario di Stato Usa John Kerry ha confermato l’avvenuto ritiro delle truppe ammassate lungo il confine, da Washington è intervenuta la portavoce del dipartimento di Stato americano, Jen Psaki, la quale ha ribadito che Kiev “ha la responsabilità di far rispettare la legge e mantenere l’ordine sul proprio territorio. Abbiamo visto tanti abusi da parte dei separatisti, compresi assassini, rapimenti e saccheggi. Alcuni sfortunati incidenti possono capitare in zona di guerra: raccomandiamo a Kiev di limitare i danni alla popolazione civile”.

La stampa russa ha dato molto risalto alle affermazioni di Psaki, in quanto Mosca definisce “crimini contro l’umanità” quelli che l’americana chiama “solo incidenti”