di Guido Keller –
Domani il presidente Usa Donald Trump riceverà a Washington il presidente ucraino Volodymyr Zelensly, il presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, il cancelliere tedesco Fredrich Merz, il presidente Finlandese Alexander Stubb, il presidente francese Emmanuel Macron e i premier di Italia e Gran Bretagna, Giorgia Meloni e Keir Starmer. Trump presenterà il resoconto dell’incontro di mercoledì con Vladimir Putin, e sosterrà la sua linea che è quella di trattare con la controparte per giungere a una soluzione definitiva del conflitto.
Trump ha messo le mani avanti anche oggi, mentre prendeva inizio la riunione dei “volenterosi”, cioè dei paesi europei che stanno sostanzialmente supportando il leader ucraino ad oltranza, e sul suo Truth Social ha scritto che “L’Ucraina deve essere pronta a perdere parte del territorio a favore della Russia, altrimenti più a lungo continua la guerra, più terre perderanno!”
Intanto è girato quanto Trump e Putin si sono detti nel loro incontro di Archorage, come comunicato da Steve Whitkoff (inviato speciale di Trump) alla CNN:
– l’accordo prevede il rifiuto da parte della Russia di rivendicazioni verso altri paesi europei e la violazione della loro sovranità;
– sono state discusse tutte le questioni chiave per la conclusione di un accordo di pace;
– il cessate-il-fuoco è considerato un passo intermedio, seguito da negoziati di pace;
– i progressi al vertice in Alaska permettono di accelerare il processo: è stata prevista una riunione con Zelensky e i leader europei entro 48 ore;
– lo scambio di territori rimane a discrezione dell’Ucraina e non è stato discusso al vertice. Si è parlato del congelamento del confine ai territori conquistati;
– la Russia insiste sulla definizione dei cinque regioni secondo i loro confini amministrativi, non secondo la linea di contatto; sono state fatte alcune concessioni;
– è prevista una discussione dettagliata sulla situazione a Donetsk lunedì con la partecipazione di Zelensky e dei leader europei invitati;
– la Russia considera l’ingresso dell’Ucraina nella NATO una linea rossa;
– il russo deve diventare lingua ufficiale dell’Ucraina;
– le forze ucraine devono ritirarsi dal Donbass;
– gli Stati Uniti hanno proposto garanzie di sicurezza alternative, simili all’articolo 5 della NATO, e la Russia ha espresso per la prima volta la disponibilità a discuterle.




