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Nonostante sia sempre stato considerato filo-russo, il 69enne nuovo metropolita di Kiev, Onufry, capo della Chiesa ortodossa del Paese, ha preso posizione sul tema della Crimea, annessa unilateralmente alla Russia, sostenendo che la Penisola è parte integrante del territorio ucraino. Già in occasione del referendum Onufry, che allora era ancora reggente della Chiesa ortodossa ucraina, aveva affermato che è necessario fare “tutto il possibile per preservare l’integrità territoriale dell’Ucraina. In caso contrario verrà inferta una sanguinosa ferita all’unità dei nostri due popoli, che si rifletterà in modo doloroso sulle nostre relazioni reciproche”.
La posizione dell’alto prelato incontra il silenzio sulla questione del patriarca di Mosca Kirill, per cui sembra vedersi in lontananza una frattura fra i due episcopati che potrebbero portare ad una Chiesa ortodossa ucraina separata da quella di Mosca.
L’ipotesi viene temuta dal patriarcato di Mosca, il quale si considera centrale per tutte le Chiese ortodosse delle ex repubbliche sovietiche.
Anche Gheorghi Kovalenko, capo del dipartimento sinodale per l’Informazione, ha dichiarato che “Da cittadini ucraini, pensiamo allo stesso modo del nostro governo e dell’intera comunità internazionale, ovvero che la Crimea è territorio dell’Ucraina e deve essere restituita”.

