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L’incontro che si è tenuto ieri a Parigi dei ministri degli Esteri del “Quartetto di Normandia”, cioè per la Russia Serghei Lavrov, per la Francia Laurent Fabius, per l’Ucraina Pavel Klimkin e per la Germania Frank-Walter Steinmeier, si è concluso con l’ennesimo invito al rispetto degli accordi di Minsk-2, ovvero per prima cosa ilcessate-il-fuoco e il ritiro delle armi pesanti dalla fascia di sicurezza.

In particolare la dichiarazione congiunta finale chiede al Gruppo di contatto, cioè separatisti, Osce, Ucraina e Russia, la creazione “senza indugio di gruppi di lavoro per progredire nell’applicazione degli accordi di Minsk, firmati il 12 febbraio”.

Il russo Lavrov ha insistito sulla necessità che “Il processo politico comprenda la preparazione delle elezioni e valutazione della riforma costituzionale” perché si arrivi quanto prima ad elezioni e soprattutto alle autonomie delle regioni dell’est, proposta di mediazione fatta propria anche dagli altri ministri.

I quattro hanno inoltre discusso dei pericolosi focolai ancora accesi, come presso il nodo strategico di Debaltsevo o la situazione sempre più tesa presso Mariupol, città che se conquistata dai ribelli permetterebbe la continuità tra la Russia e la Crimea.

E’ stata inoltre espressa la volontà di “prolungare e rafforzare” il mandato Osce nell’Est del Paese, dove gli osservatori internazionali dovranno monitorare e verificare il rispetto del ritiro dell’artiglieria pesante.