Notizie Geopolitiche

I primi dati sulle elezioni regionali e comunali che si sono svolte in Ucraina minano la popolarità del presidente Petro Poroshenko, il cui partito Solidarnost esce indebolito un po’ ovunque, compreso nelle regioni centro-occidentali.

Ad esempio nella regione di Leopoli, dove nella tornata elettorale dell’anno scorso il partito di Poroshenko era alleato del Fronte popolare del premier Arseni Yateniuk, si è passati dal 55% al 22%, mentre nella regione di Ternopil il partito ultranazionalista Svoboda girerebbe al 34,4%, quasi tre volte il risultato Solidarnost.

Si tratta ancora di exit poll, ma è evidente che gli ucraini hanno voluto premiare gli alleati minori di governo, come il Patria di Iulia Timoshenko, Samopomich (Autoaiuto) di Andrii Sadovii e le forze nazionaliste Pravi Sektor e, appunto, Svoboda.

Nelle regioni orientali non in mano ai ribelli (Donetsk e Lugansk voteranno in aprile) hanno stravinto i filorussi, con a Dnipropetrovsk Boris Filatov, dato come vincitore già al primo turno, a Kharkiv Ghennadi Kernes, indagato per il sequestro e la tortura di militanti filo-europeisti ed anche lui passato al primo turno, a Odessa Ghennadi Trukhanov, in vantaggio ma probabilmente destinato al ballottaggio con il filo-occidentale Oleksandr Borovik.

A votare sono andati il 46,5% degli aventi diritto.

Se i dati degli exit poll dovessero trovare conferma, si preannuncia una stagione di rimpasti di governo, se non elezioni anticipate.