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Perché una tregua abbia inizio è necessario che materialmente una delle due parti faccia il primo passo. Altrimenti accade come nell’Ucraina orientale, dove sia i separatisti filo-russi che le forze di Kiev stanno aspettando gli uni e gli altro che venga fatta la prima mossa. Stando agli accordi di Minsk-2, sarebbe dovuto iniziare oggi il ritiro delle armi pesanti per lasciare il posto ad una zona di sicurezza di 50 km per i cannoni e di 140 km per i lanciarazzi, ma le continue scaramucce in particolare nella zona di Debaltsevo stanno lasciando i contendenti rigidi nelle loro posizioni.
E difatti Andrii Lisenko, portavoce delle Forze di Kiev, ha comunicato che “Il ritiro delle armi pesanti può essere effettuato solo dopo la realizzazione del primo punto dell’intesa di Minsk, il cessate-il-fuoco. Secondo le mie informazioni, le ostilità sono continuate e quindi non esistono né una tregua effettiva né i prerequisiti per il riposizionamento dell’artiglieria”.
A Debaltsevo sono assediate le forze regolari di Kiev, le quali continuano a combattere nel tentativo di uscire dalla sacca.
