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Denis Pushilin, leader dell’autoproclamata “Repubblica popolare di Donetsk”, ha respinto al mittente, il presidente Petro Proroshenko, la proposta di un cessate il fuoco e di amnistia, al fine di risolvere la questione attraverso il dialogo e il confronto: “Il nostro interesse – ha dichiarato Pushilin in un’intervista alla televisione indipendente russa Dozhd – è che gli occupanti lascino il nostro territorio”, ovvero “rifiutiamo la logica di Kiev secondo cui loro smettono di spararci contro, noi consegniamo le armi e loro ci catturano disarmati”.

L’idea di un cessate il fuoco è arrivata dopo che Poroshenko e il collega russo Putin si sono sentiti al telefono.

Intanto il presidente ucraino ha chiesto alla Camera (Rada) di approvare la nomina di Pavlo Klimkin, ambasciatore in Germania, a ministro degli Esteri in sostituzione di Andrii Deshchytsia dopo che questi è intervenuto alla manifestazione antirussa davanti all’ambasciata di Mosca a Kiev, in realtà per placare la folla; tuttavia, a conclusione di un discorso in cui sollecitava moderazione, il ministro si è lasciato andare citando il ritornello “Putin Khuilo” (Putin testa di c.), per cui la Russia aveva escluso ulteriori contatti con Deshchytsia.