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Segnali di distensione in Ucraina dove, dopo la liberazione di 234 manifestanti filo-europeisti, si parla di amnistia per tutti coloro che sono rimasti coinvolti negli scontri degli ultimi tre mesi. Ad annunciarlo è stato il governo ucraino, il quale ha chiesto in cambio lo sgombero degli edifici governativi ancora occupati. Il municipio di Kiev è stato liberato oggi dagli occupanti, ma nell’aria resta comunque l’insoddisfazione per il fatto che Yanukovich non è tornato sulla decisione di legare il Paese all’Unione doganale di Putin e non all’Unione europea.
In realtà la scelta di aderire all’Unione doganale è stata obbligata dai 30 mld di dlr di debiti con la Russia, di cui 20 con le banche e 10 per le forniture di gas.
Oltre alla complessità del problema rappresentato dalle proteste degli ultimi tre mesi, Yanukovich deve ora sbrogliare la matassa della nomina di un nuovo esecutivo e tenere a bada le tensioni interne, anche quelle di chi vorrebbe spaccare il Paese fisicamente in due.

