di Angelo Gambella

Il numero uno del Pentagono, Lloyd Austin, si è sentito al telefono con il neo ministro russo alla Difesa Andrey Belousov in merito alle accuse del coinvolgimento degli Stati Uniti nel recente bombardamento avvenuto in Crimea, condotto con missili Usa Atacms. Tali armi, di produzione statunitense, richiedono infatti un alto livello di preparazione e di precisione, per cui sono teleguidati su obiettivi specifici. I missili trasportavano munizioni a grappolo, ovvero armi che esplodendo sopra l’obiettivo sono in grado di liberare decine di microbombe; la vendita e il loro impiego nel conflitto ucraino era stato autorizzato dal presidente Usa Joe Biden un anno fa, nonostante diversi paesi, anche alleati, avessero sottoscritto una Convenzione internazionale per vietarne l’utilizzo.

Quattro dei cinque missili erano stati abbattuti dai sistemi difensivi, mentre uno aveva ucciso 5 bagnanti su una spiaggia di Sebastopoli e feritone 124.

L’iniziativa della telefonata è partita dagli Usa, e i due capi della Difesa hanno potuto fare il punto della situazione sul conflitto in corso in Ucraina. Belousov ha avvertito Austin del rischio di un’ulteriore escalation dovuta all’impiego da parte dell’esercito ucraino di armi sofisticate fornite dagli Usa, mentre, stando alle informazione diffuse dai media russi, il capo del Pentagono ha garantito che non verranno inviati militari statunitensi nel conflitto.

I due hanno convenuto sulla necessità di tenere i contatti tra le due forze armate.