Notizie Geopolitiche –

L’Ucraina non ha aderito all’Unione doganale, per cui Putin mostra fino in fondo l’intransigenza russa sul gas e pretende il pagamento di almeno una parte del debito per le forniture pregresse entro la fine del mese, pena lo stop alle forniture (per altro già sospese da giugno), con l’inverno che è già alle porte.

Kiev si è trovata quindi costretta a chiedere 2 mld di euro come ulteriore prestito all’Unione europea, una richiesta, come ha spiegato il portavoce della Commissione Ue, Simon O’Connor, che “sarà ora esaminata in consultazione con il Fondo monetario internazionale e le autorità ucraine”.

A Bruxelles si sono tenuti ieri negoziati a cui hanno preso parte Russia, Ucraina e Ue proprio per discutere del cosiddetto “Pacchetto inverno”, cioè per garantire a Kiev l’energia per i prossimi mesi, e un accordo potrebbe già essere firmato nella giornata di domani, se la questione dei pagamenti verrà risolta. Quello che è certo è che, come ha affermato l’ad di Gazprom Alexei Miller, la Russia rifiuterà la proposta del commissario Ue all’Energia Guenther Oettinger secondo cui potrebbe essere una società intermediaria europea ad inserirsi fra la Russia e l’Ucraina.

Un altolà è arrivato anche dal ministro russo per l’Energia Aleksandr Novak, il quale ha respinto una seconda ipotesi lanciata sempre da Bruxelles secondo cui il denaro che l’Ucraina deve versare anticipatamente da giugno possa arrivare da quanto Kiev deve ricevere da Mosca per il diritto di transito.

Come avevano concordato il presidente russo Vladimir Putin e il collega ucraino Petro Poroshenko a Milano a margine del vertice Asem, Kiev deve versare alla Russia un totale di 3,1 miliardi di dollari entro fine anno, di cui una prima tranche (da 1,45 miliardi) entro fine ottobre e una seconda (da 1,65 miliardi) entro fine dicembre, per saldare il suo debito pregresso.