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Leonid Kuchma, l’ex presidente ucraino che rappresentava il paese alle trattative di Minsk per il cessate-il-fuoco (gli altri erano l’ambasciatore russo a Kiev, Mikhail Zurabov, la rappresentante dell’Osce Heidi Tagliavini, e per le due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk rispettivamente Alexander Zakharcenko e Igor Plotnitski) ha reso noto il rafforzamento della tregua attraverso la creazione di zone cuscinetto al confine fra l’Ucraina e le aree controllate dai separatisti dalle quali verranno ritirate le armi e i combattenti stranieri, ovvero che comportino “lo sminamento della zona e il ritiro delle armi pesanti in uno spazio di 15 chilometri dal loro punto di contatto, creando in tal modo una zona cuscinetto di almeno 30 chilometri”. Tali zone verranno controllate dall’Osce.
Il comandante supremo della Nato, il generale Usa Philip Breedlove, ha accusato la Russia di aver mantenuto “truppe ancora dentro l’Ucraina” dove il cessate-il-fuoco raggiunto a Minsk il 5 settembre scorso non viene rispettato.
Rimane infatti aperta la questione alla base del conflitto: il governo di Kiev si è detto disposto a concedere tre anni di autogoverno ai filo-russi, ma questi vogliono l’indipendenza definitiva.

