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Il premier ucraino Arseniy Yatsenyuk ha comunicato oggi insieme al presidente ad interim Oleksandr Turchynov che “L’Ucraina è pronta ad avviare un dialogo nazionale il prossimo mercoledì, che è una nuova prova del fatto che il Paese ha bisogno di unità, dialogo e pace”.

Al tavolo sono invitati anche gli oppositori filorussi delle regioni orientali, a patto che “non abbiano le mani macchiate di sangue”.

Proprio i filo-russi dell’autoproclamata “Repubblica popolare di Donetsk” hanno ieri fatto sapere l’intenzione di tenere comunque per domenica prossima il referendum di secessione dall’Ucraina, nonostante il presidente Putin abbia chiesto loro di non farlo o quanto meno di rinviare la consultazione elettorale.

Anche Catherine Ashton, Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, ha affermato che il referendum “Non dovrebbe tenersi né l’11 maggio né mai”, in quanto l’Ue “sostiene la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.

Ashton ha espresso compiacimento per la nuova posizione di Vladimir Putin: “L’Unione europea – ha detto – prende atto positivamente delle affermazioni del presidente Putin. E’ un passo che può aiutare ad allentare la tensione”.

Il prossimo 25 maggio si riuniranno i ministri degli Esteri dell’Unione europea, incontro al quale è stato invitato anche lo svizzero Didier Burkhalter, presidente dell’Osce e mediatore nella crisi.