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Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha annunciato oggi che è intenzione dell’Alleanza Atlantica aumentare di 5mila uomini e di sei centri di comando la propria presenza nell’Europa orientale.

A determinare tale decisione vi è ancora una volta il protrarsi della crisi ucraina, e della cosa se ne parla oggi in un incontro a Bruxelles dei ministri della Difesa dell’area Nato.

Nei giorni scorsi è ventilata da Washington l’intenzione di rifornire direttamente di armi letali l’Ucraina, un’iniziativa, per quanto non confermata dal presidente Barak Obama, fortemente caldeggiata da analisti e militari della dirigenza Usa, fra i quali il comandante militare dell’Alleanza Atlantica, generale Philip M. Breedlove, il generale Martin E. Dempsey, capo del Joint Chiefs of Staff e principale consigliere militare di Obama, il consigliere presidenziale per la Sicurezza Susan Rice e il segretario di stato alla Difesa Ashton Carter.

Obama ha comunque inviato in avanscoperta a Kiev il capo della diplomazia Usa John Kerry, per discutere della cosa e quindi valutare se procedere o meno con la fornitura.

Attesi in Ucraina per un incontro di oggi anche il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merker, i quali, dopo aver visto l’ucraino Petro Poroshenko, si recheranno a Mosca per incontrarsi con Vladimir Putin.

“In Ucraina c’è la guerra, civili vengono uccisi ogni giorno” – ha spiegato Hollande, aggiungendo che per questa ragione “ha deciso di prendere una nuova iniziativa: con Angela Merkel partiremo questo pomeriggio per Kiev, per fare una nuova proposta sul conflitto, fondata sull’integrità territoriale dell’Ucraina. Ne discuteremo oggi pomeriggio con il presidente Petro Poroschenko e domani con il presidente russo”.

Un portavoce governativo di Kiev ha riferito che nelle ultime 24 ore nell’est del paese sono rimaste uccise 19 persone, di cui 14 civili.