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Cariche della polizia nei confronti dei 10mila manifestanti filo-europeisti a Kiev, in Ucraina, paese che, visti i 30 mld di debito con la russa Gazprom e con le banche di Mosca, ha dovuto rinunciare all’Accordo di Associazione e di Libero Scambio con l’Unione Europea per aderire in toto all’Unione doganale di Vladimir Putin. D’altro canto lo stesso presidente della Federazione russa ha spiegato lo scorso martedì a Trieste che tale accordo sarebbe stato inaccettabile, in quanto l’Ucraina avrebbe rappresentato una porta d’ingresso delle merci europee nell’area dell’Unione doganale a prezzi ultra-concorrenziali.
La scelta del presidente filo-russo Viktor Yanukovich, in realtà obbligata, si è tradotta con la protesta di piazza delle opposizioni, convinte che l’Ucraina stia mettendo la testa nel cappio russo: le testimonianze hanno riferito della reazione delle Forze dell’ordine alla protesta, ovvero di “Decine di feriti e decine di arrestati” a causa dei lacrimogeni e dell’impiego di manganelli, ed addirittura, come ha spiegato il deputato dell’opposizione Andriy Shevchenko, “L’Ucraina non aveva mai visto nulla di simile”. Al momento si parla di 35 arresti fra i manifestanti.

