di Giuseppe Gagliano –
La recente dichiarazione della Russia sulla necessità di colloqui di sicurezza con gli Stati Uniti, che includano la questione dell’Ucraina, evidenzia una complessa dinamica geopolitica in cui Mosca cerca di consolidare il proprio ruolo di protagonista nello scenario internazionale. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sottolineato che il dialogo deve essere globale e affrontare tutte le dimensioni del conflitto, segnalando la crescente preoccupazione della Russia per l’influenza degli Stati Uniti nel conflitto ucraino.
Gli Stati Uniti tuttavia rigettano l’idea che fornire armi all’Ucraina li renda protagonisti diretti della guerra, sostenendo che la responsabilità dei negoziati spetti all’Ucraina stessa.
Questa divergenza di posizioni evidenzia una profonda spaccatura tra le due potenze, complicata ulteriormente dalla recente visita del presidente russo Vladimir Putin in Corea del Nord, dove ha firmato un accordo di mutua difesa con Kim Jong-un. Questo atto simbolico e strategico rafforza l’asse Mosca-Pyongyang, suggerendo una risposta coordinata al riarmo occidentale dell’Ucraina.
La menzione di Putin sulla possibilità di rivedere la dottrina russa sull’uso delle armi nucleari aggiunge un ulteriore livello di tensione, poiché l’ultimo trattato sul controllo degli armamenti tra Russia e Stati Uniti è destinato a scadere nel 2026. Questa situazione crea un clima di incertezza e potenziale instabilità, con entrambe le potenze che accumulano motivi di confronto e preoccupazioni legate alla sicurezza globale. In questo contesto la richiesta di Mosca di un dialogo ampio e comprensivo appare come un tentativo di reimpostare le dinamiche di potere e influenzare il corso degli eventi, cercando al contempo di ottenere concessioni e rassicurazioni sul fronte della sicurezza. Tuttavia la rigidità delle posizioni di entrambe le parti suggerisce che il percorso verso una risoluzione diplomatica sarà complesso e irto di ostacoli, con il rischio costante di una escalation militare che potrebbe avere ripercussioni su vasta scala.




