di C. Alessandro Mauceri

Nel 2014, ad agosto, venne ritrovato il cadavere di Valentina Semenyuk-Samsonenko, morta a causa di un colpo di pistola alla testa. Un omicidio insolito e, secondo molti, legato ai rapporti che la vittima aveva con il precedente regime ucraino tanto più che i familiari esclusero nel modo più assoluto la possibilità che si trattasse di un suicidio.

Sembrava un semplice caso di cronaca nera, ma i fatti degli ultimi giorni hanno riaperto molti dubbi.

Il 29 gennaio è stato ritrovato morto Oleksii Kolesnik, ex presidente del consiglio regionale di Kharkiv e anche lui vicino al governo precedente. Secondo le fonti ufficiali anche lui si sarebbe tolto la vita impiccandosi.

Il 25 febbraio è stato rinvenuto il cadavere di un altro membro dell’entourage dell’ex presidente Yanukovich, Serghii Valter, sindaco di Melitopol. Valter recentemente era stato accusato di abuso d’ufficio ma non sembra che esistano legami tra la sua decisione di togliersi la vita e questa accusa.

Meno di 24 ore dopo, il 26 febbraio, un altro personaggio vicino alla figura dell’ex presidente ucraino, Oleksandr Bordiukh, vice comandante della polizia, è stato trovato senza vita (discordanti, in questo caso, le fonti circa la causa della morte: alcuni hanno parlato di un cappio al collo, altri di cause della morte ancora da valutare).

Una lista di personaggi famosi in Ucraina, tutti legati all’ex presidente e tutti morti in circostanze anomale. Ad aggiungersi alla lista solo due giorni dopo, il 28 febbraio, è stato Mikhailo Cecetov, uno dei promotori dell’inasprimento della pene contro chi partecipava a manifestazioni non autorizzate. Anche lui secondo le fonti ufficiali si è tolto la vita (questa volta, però, buttandosi dalla finestra di un appartamento al diciassettesimo piano di un palazzo).

Pochi giorni dopo, il 9 marzo, anche l’ex deputato Stanislav Melnik è stato trovato senza vita nella propria casa: anche nel suo caso la causa della morte è un colpo di pistola sparato a bruciapelo.

Ieri un altro nome si è aggiunto a questa strana lista di personaggi politici legati al precedente governo: Oleksandr Peklushenko. Secondo la versione ufficiale si è toltola vita “sparandosi un colpo di pistola al collo”. Peklushenko, che in passato era stato governatore della provincia di Zaporizhia, era indagato “per aver fatto disperdere gli insorti” durante le manifestazioni di Maidan.

Nel dare la notizia della sua morte, gli inquirenti hanno parlato di “una singolare ondata di suicidi”.

Sono sette (considerando anche Valentina Semenyuk-Samsonenko), fino ad ora, i “colonnelli” del deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich ad essere stati trovati morti nelle ultime settimane: le autorità hanno classificato tutti e sette i casi come suicidi.

Sette casi di suicidio a distanza di pochissimi giorni uno dall’altro. E tutti legati da un unico filo conduttore: a togliersi al vita sono stati personaggi dell’entourage dell’ex presidente Ianukovich.

Resta da vedere se, come è stato fatto in Russia per l’omicidio del principale oppositore di Putin, anche in Ucraina, Unione Europea e USA verrà chiesta l’istituzione di una unità investigativa speciale per indagare su questi delitti.