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Per il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sarebbe un pretesto l’istituzione di un tribunale volto a procedere contro i responsabili dell’incidente del volo della Malaysia Airlines Mh17, abbattuto quasi certamente dai ribelli filorussi il 17 luglio 2014 con un sistema missilistico superficie-aria Buk M1 Ural, difettoso nel sistema radar.
I 298 passeggeri e membri dell’equipaggio morti nei cieli del Donbass erano perlopiù cittadini olandesi, inglesi, australiani e malesi, in viaggio per vacanza o per lavoro, ma circa un centinaio di questi costituivano invece il gruppo dei più illustri esperti e ricercatori nel campo della lotta ad Aids ed Hiv, diretti in Australia per la ventesima Conferenza Internazionale sulla malattia.
Olanda, Malesia, Gran Bretagna e Australia hanno chiesto l’istituzione di un tribunale delle Nazioni Unite che possa far chiarezza, per quanto possibile, sui fatti e procedere contro i responsabili, ma Lavrov ha detto oggi che vi sono “troppi giochi politici su questa tragedia” e “non possiamo far finta di essere soddisfatti del modo in cui la risoluzione originale sia stata gestita e scavalcata dagli investigatori”.
Per il ministro “l’inchiesta dovrebbe essere trasparente”, mentre sussistono “giochi di propaganda”, per cui si “punta l’indice” nonostante la mancanza di prove e il fatto che la relazione preliminare abbia prodotto “molte domande”.

