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Per il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, la soluzione per la crisi ucraina è “non solo è probabile nel 2015”, ma anche “molto realistica”. Lavrov ha spiegato che “il periodo tragico corrente deve essere superato attraverso il ripristino del consenso nazionale, senza compromettere la sicurezza, l’equilibrio degli interessi”, come pure “senza suggeritori da Bruxelles o Washington”.
Per il ministro è essenziale che le parti in causa, cioè i separatisti di Lugansk e di Donetsk, trovino l’accordo su come “dovrà essere lo Stato ucraino, come proteggerlo e rispettare i diritti dei cittadini e delle minoranze”, e su come verrà “garantito lo status della lingua russa e altre lingue in ciascuna regione”.
Lavrov non ha invece accennato alla questione della Crimea, la penisola di importanza strategica dove Mosca ha la base della Frotta del Mar Nero, annessa alla Russia con un referendum bollato da Kiev come illegale.

