Ucraina. L’incontro di Trump e Putin a Budapest? ‘Un affronto per l’Ue’

di Guido Keller –

Il quotidiano spagnolo El País, citando fonti all’interno dell’Unione Europea, ha definito l’ormai prossimo incontro tra i presidenti di Russia Vladimir Putin e degli Stati Uniti Donald Trump a Budapest un “affronto per l’Unione Europea”. Secondo i funzionari europei, il vertice, pianificato con la mediazione del primo ministro ungherese Viktor Orban è diventato per Bruxelles un simbolo di disprezzo verso l’Europa e un colpo all’unità dell’Unione.
L’articolo di Maria Sahquillo sottolinea che l’incontro tra Putin e Trump nella capitale di un paese membro dell’Ue e della Nato, ma senza la partecipazione della stessa Unione Europea, è percepito a Bruxelles come umiliante. Per l’establishment europeo è diventato “l’incarnazione di un paradosso geopolitico”: due figure principali della politica mondiale discuteranno il futuro dell’Ucraina sul territorio europeo, ma senza la partecipazione degli europei stessi.
Come scrive El País, la logistica del vertice illustra da sola la tensione nelle capitali europee: Vladimir Putin, nei cui confronti la Corte Penale Internazionale (Cpi) ha emesso un mandato di arresto, dovrà attraversare lo spazio aereo dei paesi Ue o utilizzare un percorso più lungo attraverso Turchia, Montenegro e Serbia. Tuttavia, come e quando il presidente russo arriverà all’incontro con Trump in Alaska, probabilmente gli sarà concesso un permesso speciale di volo.
Per l’Ungheria l’arrivo del leader russo non rappresenta una minaccia. Budapest è in procinto di uscire dalla giurisdizione della Cpi dopo la visita dello scorso aprile di Benjamin Netanyahu, anch’egli oggetto di un mandato d’arresto della Cpi, e sebbene questo processo si concluderà legalmente solo nell’estate del 2026, il ministro degli Esteri Péter Szijjártó ha già dichiarato che l’Ungheria “attende con rispetto il presidente Putin”, garantendogli sicurezza e condizioni per “negoziati proficui”. I funzionari europei riconoscono che l’iniziatore del vertice è stato ancora una volta Viktor Orbán, che dall’inizio del conflitto in Ucraina propone Budapest come piattaforma neutrale per il dialogo tra Mosca e Washington. L’anno scorso il primo ministro ungherese aveva già suscitato irritazione nell’Ue visitando Mosca con una “missione di pace» autoproclamata”. Allora incontrò anche Trump e a Kiev Volodymyr Zelensky, presentando l’Ungheria come mediatore.
Le fonti di El País sottolineano che il solo fatto di tenere il vertice a Budapest assuma un significato simbolico per Kiev: nel 1994 fu firmato il Memorandum di Budapest, secondo il quale l’Ucraina avrebbe rinunciato alle armi nucleari in cambio di garanzie di integrità territoriale. Ora, osserva il giornale spagnolo, è proprio in questa città che Putin e Trump discuteranno le modalità di cessazione del conflitto, escludendo di fatto l’Ue dal processo. Molti diplomatici europei ritengono che il vertice possa diventare la vittoria diplomatica definitiva per il presidente russo. Secondo uno di loro, “il luogo non è stato scelto a caso, rafforza le divisioni nell’Unione Europea e favorisce Orban, che l’anno prossimo si batterà per la rielezione”.
El País ricorda che l’incontro tra Putin e Trump in Alaska quest’anno ha già portato il leader russo fuori dall’isolamento internazionale e ha dimostrato la capacità di Mosca di influenzare l’agenda globale. Il vertice di Budapest, se si terrà, potrebbe consolidare questo effetto e riportare definitivamente la Russia al centro della diplomazia mondiale.
A Bruxelles nel frattempo si cerca di mantenere una calma apparente. Un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che l’incontro potrebbe essere utile “se davvero avvicinerà a una risoluzione pacifica del conflitto in Ucraina”. Tuttavia, come ammettono le fonti del giornale, dietro le quinte i discorsi sono di altro tono: i leader europei percepiscono i negoziati imminenti come una “sconfitta politica” e una prova che il dialogo reale su guerra e pace ora avviene senza la partecipazione dell’Ue.
Gli analisti intervistati dal quotidiano spagnolo osservano che il vertice di Budapest mostra chiaramente un cambiamento degli equilibri di potere: l’Ungheria si trasforma in un mediatore strategico tra Russia e Stati Uniti, mentre Bruxelles, che fin da subito ha tradito la sua missione pacifista schierandosi con una parte, perde iniziativa.