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Mosca potrebbe riconoscere il voto indetto unilateralmente nelle regioni ribelli dell’Ucraina, previsto a Lugansk e a Donetsk per il prossimo 2 novembre.
L’ipotesi sta generando un certo nervosismo a Bruxelles, poiché non andrebbe a beneficio della sospirata de-escalation, di cui fino ad oggi si è visto poco o nulla. A mettere le mani avanti è stato il lituano Vygaudas Usackas, capo della delegazione Ue in Russia, il quale ha già fatto sapere di temere che il riconoscimento del voto da parte di Mosca “possa comportare conseguenze negative, che vorremmo evitare”, ovvero, per farla breve, nuove sanzioni.
Voci provenienti dal ministero degli Esteri russo e dal Cremlino hanno fatto sapere che “non ci sono ragioni” per non riconoscere il risultato del voto delle autoproclamate “Repubbliche popolari” di Donetsk e Lugansk; proprio in quelle regioni i separatisti hanno impedito lo svolgimento della tornata elettorale di domenica scorsa.

