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La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha riferito oggi i dubbi sollevati da Mosca sul lavoro degli investigatori che hanno analizzato i resti del volo Mh17 della Malaysia Airlines abbattuto quasi certamente da un missile, mentre sorvolava la parte orientale dell’Ucraina il 17 luglio di un anno fa. Il fatto costò la vita a 298 persone (283 passeggeri, in larga parte britannici ed olandesi, e 15 membri dell’equipaggio). L’aereo era in viaggio da Amsterdam a Kuala Lumpur, capitale malese.
Zakharova ha spiegato che non sarebbero state raccolte tutte le parti dell’aereo necessarie ad un’analisi completa, per cui “questo atteggiamento non può non sollevare dubbi circa la competenza dei ricercatori e la qualità delle indagini”. Mosca, che si è sempre opposta all’istruzione di un tribunale internazionale volto ad accertare le cause in quanto, come disse il ministro degli Esteri di Mosca Sergei Lavrov, si sarebbe trattato di “una decisione pretestuosa volta ad incrementare la tensione”, ha fatto sapere che agli esperti russi è stato rifiutato dalle autorità ucraine l’ingresso nel paese.
Stando a quanto hanno riportato media come la Bbc, per gli investigatori olandesi e britannici non ci sono dubbi: l’aereo sarebbe stato abbattuto da un razzo di tipo Buk, di quelli forniti dall’esercito russo ai miliziani che combattono contro le forze del governo europeista di Kiev. Rottami di quel tipo di missile sono stati rinvenuti fra quelli del velivolo malese, e da subito si era parlato del malfunzionamento della batteria lanciamissili, la quale avrebbe avuto uno dei radar di puntamento guasto.

