di Marco Paganelli –
Il capo delle forze della Nato in Europa Philip Breedlove si è recato in visita a Kiev e, incontrando il premier ucraino Arseni Iatsenuik, ha dichiarato che circa una decina di migliaia di soldati di Mosca sono stati schierati al confine tra la Russia e il suo paese; ha inoltre espresso la propria preoccupazione per quelli in Crimea in quanto potrebbero lanciare da lì di operazioni militari anche con armi nucleari, aggiungendo che sono presenti missili, sistemi antiaereo e mezzi in grado di influenzare “tutta la regione del Mare Nero”.
Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha annunciato che non potrà indire il referendum in cui chiederà il consenso popolare per aderire all’Alleanza Atlantica (la Germania ha espresso, in merito, la propria contrarietà) e all’Unione Europea prima dei prossimi sei anni, in quanto dovrà approvare necessariamente un piano di riforme strutturali richiesto dall’Occidente.
Il portavoce del suo Consiglio di Sicurezza Andrii Lisenko ha affermato che l’esercito di Putin ha inviato ultimamente due autoblindo e una quarantina di camion e che due soldati di Kiev sono morti e altrettanti sono rimasti feriti durante gli scontri con i separatisti nel Donbass dove, tra l’altro, le carte di credito hanno smesso di funzionare e non vengono più accettate dai commercianti dopo che le autorità di Kiev hanno assunto alcuni provvedimenti per isolare il sistema bancario. L’ agenzia di informazione “Afp” ha parlato di lunghe code di cittadini al freddo pungente fuori dalle banche nel centro di Donetsk.
L’agenzia “Itar – Tass” ha comunicato, citando un ufficiale del Cremlino, che una decina di caccia Sukoi – 27 e quattro Sukoi – 30 sono stati dislocati vicino a Sebastopoli a Belbek.
Il gruppo di hackers ucraino “CyberBerkut” ha pubblicato alcuni presunti documenti riservati del Dipartimento di Stato americano e della Casa Bianca, di cui non è data da sapere l’autenticità il presidente Barack Obama ha autorizzato il Pentagono a distribuire all’esercito di Kiev tre radar che intercettano proiettili di artiglieria sparati da una o più armi, mortai, obici e lanciarazzi analizzandone le traiettorie determinandone così la posizione da cui sono provenuti. Notizia, a dire il vero, che non stupisce, dal momento che ogni paese in guerra spende soldi per armamenti, genere di cui gli Usa sono fra i primi produttori.

