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Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha chiesto l’intervento dei Caschi blu dell’Onu nell’Ucraina orientale per garantire il rispetto della tregua stabilita con il Minsk-2, come pure all’Ue di inviare una missione sovranazionale di polizia per garantire la sicurezza.

A tali ipotesi si è detto contrario il negoziatore degli insorti, Denis Pushilin, ma anche

il commissario Ue per la Politica di vicinato, Joahnnes Hahn, il quale ha comunicato che “Dobbiamo concentrarci sulla concreta applicazione degli accordi di Minsk e non fare speculazioni su altre opportunità”. Hahn ha infatti spiegato che un’eventuale missione non rientra negli accordi di Minsk.

Intanto nel Donbass si continua a sparare e il portavoce dell’esercito di Kiev, Anatoly Stelmach, ha reso noto che i ribelli hanno compiuto nelle ultime ventiquattro ore 50 attacchi contro posizioni militari usando razzi, cannoni e veicoli blindati.

Ad essere colpito dall’artiglieria pesante è stato il villaggio di Berdyansk, nei pressi della città di Mariupol, mentre missili Grad sono caduti su Kurakhovo, a ovest di Donetsk, roccaforte dei ribelli.

L’esercito ha denunciato l’arrivo in territorio ucraino di oltre 20 carri armati russi, di 10 sistemi missilistici e di alcuni autobus carichi di combattenti, diretti a Novoazovsk.

Daria Morozova, commissario per i Diritti umani dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, ha annunciato per domani scambio di prigionieri ed ha precisato che “Non si tratterà di uno sca