di Guido Keller –
Mosca torna a parlare di diplomazia e spiragli di dialogo. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che la Russia si aspetta un ruolo attivo degli Stati Uniti nel facilitare i contatti tra le parti.
«Ci aspettiamo che i buoni uffici degli Stati Uniti continuino, restiamo aperti ai negoziati», ha affermato Peskov, sottolineando come la disponibilità al confronto resti una linea ufficiale di Mosca.
Le parole del portavoce arrivano in un contesto internazionale ancora segnato da forti tensioni, ma indicano al tempo stesso la volontà russa di mantenere aperti canali diplomatici. Il riferimento ai “buoni uffici” lascia intendere un possibile ruolo di mediazione da parte di Washington, considerata un interlocutore chiave nei delicati equilibri geopolitici.
Nonostante le difficoltà e le divergenze con Kiev, il Cremlino sembra dunque voler rilanciare la prospettiva negoziale, affidando anche agli Stati Uniti un compito di facilitazione. Resta da capire se e come questa apertura potrà tradursi in sviluppi concreti sul piano diplomatico.
Intanto una delegazione rappresentativa della Duma di Stato russa si sta preparando a recarsi negli Stati Uniti per una serie di colloqui con esponenti politici americani. La notizia, riportata dal quotidiano Vedomosti, è stata confermata da quattro fonti interne al parlamento russo.
Secondo quanto emerso, il gruppo sarà composto da deputati appartenenti a diverse fazioni politiche e volerà a Washington nei prossimi giorni. A guidare la delegazione sarà Vyacheslav Nikonov, membro del partito “Russia Unita” e vicepresidente del comitato per gli affari internazionali. Nikonov è inoltre noto per essere il nipote dello storico ministro degli Esteri sovietico Vyacheslav Molotov.
Una fonte interna alla Duma ha sottolineato che nessun altro esponente di primo piano della leadership di “Russia Unita” prenderà parte alla missione, definendo tuttavia la scelta di Nikonov come particolarmente adeguata. “Parla perfettamente inglese e sarà in grado di rappresentare efficacemente la posizione russa davanti ai membri del Congresso”, ha dichiarato la fonte.
Un aspetto rilevante riguarda le possibili implicazioni delle sanzioni internazionali. Secondo le stesse fonti, prima della partenza della delegazione, potrebbe essere necessario concordare con il Dipartimento di Stato americano una sospensione temporanea delle sanzioni nei confronti dei membri coinvolti, al fine di consentire lo svolgimento degli incontri.
Al momento, Nikonov non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali e non è stato possibile ottenere un suo commento diretto. Anche altri potenziali membri della delegazione hanno preferito non esprimersi pubblicamente, citando la delicatezza e l’importanza della missione.
Il quotidiano Vedomosti ha inoltre inviato richieste di chiarimento al Ministero degli Esteri russo e al servizio stampa della Duma di Stato, senza ricevere al momento risposte ufficiali.
La visita, se confermata nei dettagli operativi, rappresenterebbe un raro momento di contatto diretto tra rappresentanti politici russi e statunitensi in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni e sanzioni reciproche.












