di Notizie Geopolitiche –
Durante una parata militare, tenutasi in occasione della festa dell’indipendenza del 24 luglio nella capitale Kiev, il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko ha affermato: “la Russia ha fallito ogni suo piano strategico nel nostro paese”, ricordando che “in due anni di guerra oltre 2.500 nostri soldati sono morti difendendo la patria”.
La guerra nel Donbass, regione dell’Ucraina orientale nella quale i ribelli filorussi hanno costituito, con l’appoggio politico e militare del Cremlino, le due autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk, è scoppiata due anni fa in seguito alla rivoluzione che ha visto la destituzione dell’ex presidente, fedele a Mosca, Viktor Yanukovich, sostituito dall’europeista Poroshenko. Nonostante gli sforzi della comunità internazionale, i colloqui tra le parti in lotta e la firma del Protocollo di Minsk, tra l’altro mai rispettato, non si è ancora giunti ad una soluzione pacifica del conflitto.
Le parole pronunciate oggi da Poroshenko hanno però il sapore di semplice propaganda: all’inizio del 2014 le forze russe hanno infatti invaso ed annesso, tramite un controverso referendum, la penisola della Crimea, situata in una posizione strategica nel mar Nero, tramutandola di fatto in una regione della Federazione Russa e continuano ancora oggi a controllare, tramite i guerriglieri separatisti, la parte orientale del paese.

