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Il presidente ucraino Petro Poroshenko si è recato a Roma dove è stato ricevuto dal premier Matteo Renzi e dal presidente Sergio Matterella.
Poi, dal centro studi Usa di Roma, non ha lesinato le sue critiche a Vladimir Putin sostenendo sostanzialmente che nella realtà dei fatti non combatterebbe l’Isis. “Se parliamo solo di coordinamento (anti Isis) – ha detto -, è possibile, ma solo se Putin inizia a combattere contro l’Is”, perché Mosca “ora sta dalla parte del terrorismo, che è al-Assad, per questo (l’impegno russo) può essere efficace solo se cambia tattica e comincia a contrastare lo Stato Islamico”
Ha poi spiegato che per contrastare il terrorismo è necessaria l’unità dell’Europa, e sono stati proprio i valori trasmessi dall’Europa, più che gli aiuti economici, a permettere di contrastare i rivoltosi nel Donbass.
In merito alle sanzioni comminate alla Russia, Poroshenko ha spiegato che “non si tratta di una punizione, ma di una spinta per l’attuazione degli accordi di Minsk, perché non disponiamo di altri strumenti. Ci sarà quindi un ammorbidimento delle misure restrittive, se tali accordi saranno attuali, saranno sollevate, se la Russia si ritirerà dalla Crimea”.
Parlando delle pressioni della Russia, ha affermato che “Il nostro esercito da solo non basta, abbiamo bisogno dell’Unione Europea, della solidarietà transatlantica, ogni giorno”.
Poroshenko ha poi annunciato la costituzione di un’unità anticorruzione sul modello di quella creata un anno fa in Italia: l’autorità anticorruzione italiana coopererà con Kiev per svilupparne una simile in Ucraina.

