di Marco Paganelli –
Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha dichiarato oggi, nella conferenza stampa che ha tenuto al termine dell’incontro con la sua omologa lituana Dalia Grybauskaite, che il suo paese riceverà “aiuti reali” militari nel conflitto in corso con i ribelli separatisti ma non ha specificato la natura di tali ausili e cioè se essi saranno letali.
La scelta è stata attuata per evitare probabilmente un’eventuale reazione negativa dal momento che Mosca aveva condannato, qualche giorno fa, tale possibilità definendola “una grave violazione degli accordi di Minsk e del diritto internazionale”.
La tensione tra il Cremlino e gli Stati Uniti è destinata ad aumentare a causa di una progressiva espansione dell’Alleanza Atlantica, il cui segretario generale Jens Stoltenberg ha dichiarato oggi che non viviamo più in tempi pacifici e che pertanto i membri devono incrementare le spese militari portandole al 2% dei loro Pil in dieci anni, nell’Europa orientale e all’aumento del numero delle sue esercitazioni nelle vicinanze dei confini russi volte a frenare l’espansionismo di Putin.
Il clima tra le due superpotenze è sempre più teso e ciò richiama alla memoria la medesima situazione che si è creata negli anni’60 grazie alla quale è stato evitato lo scoppio di una terza guerra mondiale dal punto di vista bellico che anche oggi probabilmente non avverrà a meno che l’uomo forte di Mosca non decida di invadere qualche paese alleato dell’Occidente.

