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Si parla di “tregua permanente” per le regioni orientali dell’Ucraina, percorse dal conflitto secessionista: il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Petro Poroshenko si sono sentiti questa mattina al telefono e hanno raggiunto un accordo per un “cessate-il-fuoco permanente” nell’est dell’Ucraina.
Anche Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha confermato la telefonata e ha detto che i due presidenti “si sono accordati in gran parte sui passi che favorirebbero al più presto il cessate il fuoco tra i reparti militari ucraini e i miliziani a sud-est del Paese” e ha confermato che l’idea del presidente russo “sulle possibili vie d’uscita da questa situazione di crisi coincide in gran parte con quella del presidente ucraino”, anche se Mosca “non è parte del conflitto con i ribelli filo-russi”.
Ne ha dato notizia lo stesso Poroshenko giungendo a Tallinn, in Estonia, in una visita ufficiale il giorno prima dell’vertice Nato del Galles, improntato proprio sulla crisi ucraina e dove il presidente Usa, Barak Obama, mostrerà i muscoli a Mosca parlando dell’impegno dell’Alleanza Atlantica nelle repubbliche baltiche, già membri della Nato.
E anche l’Ucraina vorrebbe porsi sotto lo stesso scudo: il 28 agosto il premier ucraino Arsenij Yatsenyuk ha parlato di interazione con la Nato e dell’intenzione di portare in Parlamento una proposta di adesione all’Alleanza.
Obama, che è giunto in Europa, sta incontrando i vertici estoni, fra i quali il presidente Toomas Hendrik Ilves e il premier Taavi Roivas, mentre nel pomeriggio vedrà il premier e il presidente lettoni.

