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Rimpasto di governo in vista in Ucraina, dove il presidente Petro Poroshenko ha “licenziato” il premier Arsenij Yatsenyuk “Per ristabilire la fiducia nel governo”.
La mossa precede di poco la sfiducia che il Parlamento avrebbe presentato a giorni, ed è arrivata nel momento in cui Yatsenyuk interveniva alla Rada per spiegare i progressi ottenuti dal suo governo.
Oltre al premier, Poroshenko ha deciso di mandare a casa anche il governo, e ha messo lo scioglimento della Rada “soltanto come ultima spiaggia”, allontanando così l’ipotesi di elezioni anticipate. La compagine di governo è formata da Solidarietà, Fronte popolare, Samopomich e Batkivschyna.
Come Poroshenko ha fatto notare, a pesare su Yatsenyuk vi è il malcontento degli ucraini per le mancate riforme e per i molti scandali legati alla corruzione che si sono avuti nel Paese est-europeo negli ultimi due anni. Tra le cose non fatte vi sono le privatizzazioni, caldeggiate dall’Unione Europea, un ritardo per cui il ministro dell’Economia Aivaras Abromavicius si è dimesso lo scorso 3 febbraio. La legge sulle privatizzazioni è poi passata in queste ore, e tra qualche mese dovrebbero esservi le prime aste pubbliche.
Oltre alla crisi politica e a quella economica, restano accese le braci del conflitto nella parte orientale del paese, e quindi le tensioni con la Russia.

