Notizie Geopolitiche –
Continuano le proteste delle deste nazionaliste in Ucraina contro il disegno di legge costituzionale, approvato in prima lettura, che prevede l’autonomia per le regioni orientali ribelli, come da articolo 11 degli accordi di Minsk II.
A scaldare gli animi delle correnti dure con la linea obbligata di Petro Poroshenko sono Oleg Lyashko, del Partito radicale del nazionalista, Dmitri Yarosh, consigliere speciale del ministro della Difesa e capo dei parlamentari di Pravi Sektor, e Oleg Tiahnybok, di Sbovoda.
Intanto si avvicina la scadenza elettorale: tra due mesi in Ucraina si terranno le politiche, appuntamento al quale i partiti governativi si presenteranno separati, poichè oggi ai ferri corti. Sono il Blocco di Poroshenko, il Fronte Nazionale di Arseni Yatseniuk, Patria di Yulia Tymoshenko, Samopomich di Andrei Sadovy e il Partito radicale di Oleg Lyashko.
Tuttavia oltre alle elezioni si avvicina anche l’inverno e con esso il freddo: la Russia non è diposta da tempo ad anticipare le forniture di energia all’Ucraina, per cui il governo di Kiev si è visto costretto a chiedere aiuto ai ministri delle Finanze del G7 (Italia, Germania, Francia, Gb, Usa, Canada e Giappone).
L’agenzia russa Sputnik ha riportato una propria fonte vicina al governo ucraino secondo la quale “L’incontro dei Sette ha avuto luogo ad Ankara, in Turchia. Il ministro delle Finanze ucraino, Natalie Jaresko, ha chiesto ai ministri delle Finanze di finanziare l’acquisto delle forniture di gas russo per il periodo invernale”.

