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ucraina slaviansk milizianiI filo-russi di Donetsk, che ieri hanno rapito 7 membri della Croce Rossa, tra i quali un cittadino svizzero, dopo aver assaltato la loro sede nella città ucraina, hanno reso noto che il loro gesto era motivano dal fatto che gli operatori sanitari e parasanitari erano in realtà spie al soldo di Kiev e dell’Occidente.

Tre miliziani incappucciati di quella che è l’autoproclamata “Repubblica popolare di Donetsk” hanno spiegato ai media che “Non li abbiamo né picchiati e né torturati: abbiamo loro semplicemente parlato e in seguito li abbiamo rilasciati”. (…) “Avevamo messo sotto sorveglianza queste persone fin dal loro arrivo in città”, e “Nella loro auto abbiamo trovato dei documenti compromettenti, delle radio e un computer che provano che hanno consultato dei siti per acquistare delle armi”.

Chi parlava dei tre si è chiesto: “la loro auto era munita di vetri blindati. Perché avrebbero dovuto aver bisogno di questi vetri per la Croce Rossa ?”. “Probabilmente – ha concluso – queste persone sono membri del Pravi Sektor (Movimento nazionalista ucraino, ndr.)”.

E’ in corso intanto nella regione rivoltosa il referendum per l’autodeterminazione, nonostante la contrarietà del presidente russo Vladimir Putin e della comunità internazionale: si tratta di una consultazione che rischia di gettare benzina sul fuoco e di mantenere alta la tensione.