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Mentre le Nazioni Unite hanno reso noto che sono 2.593 le vittime del conflitto ucraino, la Nato, attraverso il Segretario generale Anders Fogh Rasmussen, ha oggi chiesto “alla Russia di mettere fine alle azioni militari illegali in Ucraina, al sostegno ai separatisti armati e che adotti misure che portino alla descalation della grave crisi”. L’invito è arrivato al termine di una riunione d’emergenza dei rappresentanti dell’Alleanza Atlantica, dopo che l’Ucraina ha denunciato per l’ennesima volta lo sconfinamento di militari russi e che alla conquista da parte dei ribelli della città di Novoazovsk hanno preso parte 4mila russi.

La cifra appare eccessiva, ma è certo che Mosca sta spostando mezzi pesanti e truppe lungo il confine e che almeno un migliaio di militari russi si sono uniti ai ribelli dell’autoproclamata “Repubblica popolare di Donetsk”.

Solo ieri il premier ucraino Arsenij Yatsenyuk ha parlato di interazione con la Nato e dell’intenzione di portare in Parlamento una proposta di adesione all’Alleanza.

Il presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha comunicato alla cancelliera tedesca Angela Merkel in una telefonata che “i separatisti sono sostenuti, armati, finanziati dalla Russia” che è “responsabile della violenza nell’est dell’Ucraina”.

Vladimir Putin ha invece accusato le autorità di Kiev assediare le città dell’est come è avvenuto da parte dei tedeschi a Leningrado e ha detto che è necessario costringere Kiev a negoziati “sostanziali” con i ribelli.