di Guido Keller –
Un giornalista italiano ed il suo interprete sono rimasti uccisi perché trovatisi con la loro auto nel mezzo di un conflitto a fuoco con colpi di mortaio fra le milizie filo-russe di Slaviansk, nella regione di Donetsk, e i militari ucraini: da quanto si è appreso il fatto è avvenuto nel villaggio di Andreevka e il giornalista italiano, un reporter del collettivo fotografico del collettivo Cesura con sede in Pianello Val Tidone (Piacenza), era il 31enne Andy Rocchelli.
La ricostruzione dei fatti all’inizio appariva poco precisa, in quanto l’agenzia francese France Press riferiva che l’uomo era stato ferito, mentre le russe Ria Novosti ed Interfax parlano della morte si Rocchelli e del suo interprete. La notizia è stata poi confermata dalla Farnesina.
Oltre ai due in auto vi erano anche l’autista e un collega francese del reporter italiano, William Roguelon, il quale ha spiegato dal letto d’ospedale dove è ricoverato a causa delle ferite che i quattro hanno sentito i colpi di mortaio, quindi hanno abbandonato subito l’auto, ma di essere stati investiti dalla deflagrazione di una delle bombe, “almeno 40 – 60”: “Prima abbiamo sentito colpi di kalashnikov che fischiavano. Poi sono piovuti i colpi di mortaio tutt’intorno – ha detto ha Roguelon. – Quindi hanno aggiustato il tiro e un colpo è piombato in mezzo al fossato” dove erano al riparo. Le milizie filo-russe hanno accusato del fatto i militari ucraini.
Rocchelli viveva e lavorava tra Mosca e Milano e collaborava con numerose riviste e giornali quali Newsweek, Wall Street Journal, l’Espresso, Le Monde, Foreign Policy,Novaya Gazeta, Zurich Zeitung, Kommersant.
L’ambasciata italiana di Kiev è stata immediatamente allertata e ha verificando le varie informazioni; il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha twittato che si trova “Al lavoro con tutti i canali e i contatti utili, in Ucraina e non solo, per seguire il caso del reporter italiano colpito a Slaviansk”. La diplomazia italiana sta tentando di intervenire anche tramite l’Osce.

