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Dopo le dichiarazioni del presidente ucraino Oleksandr Turchynov, il quale ha annunciato “un’operazione antiterrorismo su vasta scala” contro i separatisti filorussi di Dontesk, Kakriv e Lugansk, è stata indetta una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle nazioni Unite, la decima dall’inizio della crisi nel paese europeo.
Paventando nuove violenze, l’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, ha affermato che “sangue è stato già versato”, per cui “bisogna evitare urgentemente una nuova escalation”.
Ha quindi chiesto agli Stati uniti ed all’Unione europea di fare pressioni su Kiev affinché “cessino di utilizzare la forza contro il popolo ucraino e avviino un vero dialogo”.
La rappresentante degli Stati Uniti, Samantha Power, ha parlato di “disinformazione e propaganda russa” ed ha accusato la Russia “di creare ed orchestrare l’instabilità” nell’est ucraino secondo “una copia conforme delle tattiche utilizzate dalle forze russe nelle prime fasi della crisi in Crimea”.












