di Marco Paganelli

Il generale della Nato Philip Breedlove, in visita a Sofia, ha confermato che alcune colonne di tanks russi, con artiglieria, truppe da combattimento e sistemi di difesa aerea stanno entrando in Ucraina (pochi giorni fa la medesima denuncia è arrivata dagli osservatori dell’ Osce).

Il segretario dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg ha rassicurato, in un’intervista, sul fatto che la crisi sarà risolta con la diplomazia e non a livello militare in quanto il paese non è suo membro; ciò scongiura l’inizio di un conflitto tra l’Occidente e Mosca.

Il ministro della Difesa di Kiev ha ordinato alle sue forze armate di prepararsi a combattere e di posizionarsi nelle zone, soprattutto a Mariupol, su cui potrebbero concentrarsi eventuali attacchi del Cremlino, mentre quello di Mosca ha respinto le accuse definendole “infondate”.

Il rappresentante della Politica estera dell’Unione Europea Federica Mogherini ha affermato che il comportamento russo sta andando nella direzione sbagliata e ha annunciato per la prossima settimana la convocazione di un vertice per discutere eventuali nuove sanzioni economiche contro la Russia, una misura che la Germania, a quanto si è appreso da Berlino, sarebbe momentaneamente contraria ad approvare.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha telefonato ad Angela Merkel per esprimere la propria indignazione a causa della scarsa disponibilità delle repubbliche indipendentiste di Donetesk e di Lugansk di rispettare gli accordi internazionali di Minsk stipulati lo scorso 5 settembre.

Il leader di quest’ultima Plotniski ha chiesto al parlamento locale di tenere un referendum per scegliere tra l’indipendenza e l’adesione alla Russia poiché Kiev ha sospeso il pagamento degli stipendi e delle pensioni nella parte orientale del paese.

La cancelliera tedesca lo ha rassicurato affermando che la crisi sarà al centro del prossimo meeting del G20 in Australia, in cui dovrebbero incontrarsi anche il capo della Casa Bianca e quello del Cremlino, il cui dicastero della Difesa ha nuovamente sfidato l’Occidente accusando la controparte di ammassare truppe ai suoi confini e comunicando che condurrà regolarmente i pattugliamenti con i suoi bombardieri nucleari a lungo raggio sul Golfo del Messico, sui Caraibi e sul Mare Glaciale Artico.

Una nota di Mosca ha riferito che il segretario di Stato Usa Kerry ha contattato il suo omologo russo Lavrov il quale gli ha sottolineato la necessità di un dialogo diretto tra Kiev e le autorità separatiste ribadendo inoltre l’inammissibilità della violazione del memorandum firmato in Bielorussia dalle parti in conflitto.