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I primi camion russi con parte delle 2mila tonnellate di aiuti umanitari per le regioni orientali dell’Ucraina hanno attraversato il confine alla volta di Lugansk, una delle roccaforti dei ribelli, nonostante l’altolà di Kiev: ne hanno dato notizia i media russi, specificando tuttavia che la Croce Rossa non partecipa all’operazione in quanto, come ha spiegato da Ginevra il portavoce Anastasia Isiuk, non ci sono “sufficienti garanzie di sicurezza”.
Al momento si danno 90 dei 280 camion penetrati nel territorio ucraino, guidati da un pullmino con a bordo miliziani separatisti.
Nei giorni scorsi Mosca ha accusato Kiev di “non dare il consenso formale necessario alla Croce rossa inventando pretese sempre nuove” e di aver “incrementato nello stesso tempo gli attacchi su Lugansk e Donetsk”, mentre Kiev, che già aveva inviato aiuti (seppur in minore quantità) alle popolazioni martoriate dal conflitto, ha parlato attraverso il capo del servizio di sicurezza, Valentyn Nalivaychenko, di “invasione diretta” in quanto “Sono passati senza autorizzazione o partecipazione della Croce Rossa internazionale o delle guardie di frontiera ucraine”.
Il timore di Kiev è che insieme agli aiuti, che già di per sé assumono una valenza politica, viaggino anche forniture militari.

