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Continuano violenti gli scontri a Kiev fra i manifestanti filo-europeisti e le forze di sicurezza: solo ieri 200mila manifestanti si sono riversati nelle piazze per protestare contro la scelta, in realtà obbligata dai debiti con le banche di Mosca e per la fornitura di gas, di aderire all’Unione doganale voluta da Putin e non all’Unione europea.
I manifestanti chiedevano il dialogo con le opposizioni, ma a scatenare gli incidenti, con centinaia di arresti, feriti e mezzi dati alle fiamme, un nucleo di circa 10mila ultrà della protesta, molti dei quali con volto coperto, armati di bastone e con spray irritanti.
Il noto esponente dell’opposizione ed ex pugile Vitali Klitschko ha comunicato che il presidente Viktor Yanukovich, vista la gravità della situazione, ha fatto sapere di voler istituire una commissione con rappresentanti dell’opposizione per mettere fine alla crisi politica.
Intanto da Washington è arrivato un appello al governo del paese di porre immediatamente fine agli scontri, accompagnato da una minaccia di sanzioni: la portavoce del Consiglio nazionale di sicurezza, Caitlin Hayden, ha comunicato che “Siamo molto preoccupati dalla violenza di oggi nelle strade di Kiev e rivolgiamo un appello a tutte le parti per un immediato ridimensionamento della situazione”.

