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La Nato è sempre più intenzionata a schierare una Forza di “intervento rapido” nell’Europa dell’Est, dal momento che sempre più prove danno come certa la presenza di militari russi nel teatro del conflitto Ucraino. La situazione è ormai incandescente, al punto che il Cremlino ha accusato l’Alleanza Atlantica di “esasperare le tensioni” e ha garantito di predisporre una strategia militare appropriata volta a far fronte alla “minaccia” di “infrastrutture militari Nato ai confini”.

Mosca ha comunque abbassato poi i toni, con il riflessivo ministro degli Esteri Serghei Lavrov che ha invitato gli Stati Uniti ad intervenire su Kiev per avviare un processo di pace.

L’Unhcr ha denunciato oggi che sono oltre un milione le persone in fuga dal conflitto, di cui 814mila russofoni che hanno trovato rifugio in Russia. Il direttore dell’Ufficio europeo Onu per i Rifugiati ha addirittura parlato di una “punta di iceberg”, in quanto coloro che sfuggono dalle violenze potrebbero essere molti di più.

Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, da pochi giorni designata a capo della diplomazia europea, è andata giù pesante e ha affermato che “Non esiste più un partenariato strategico fra Ue e Russia per scelta di Mosca”. Ha poi affermato che “occorre garantire che i membri della Nato dell’Europa dell’est, quelli che hanno una frontiera comune con la Russia, siano sicuri” che “la Nato possa intervenire per garantirne la sicurezza”.

In materia di sanzioni ha aggiunto che, mancando segnali di ‘de-escalation’ del conflitto in Ucraina, sarà un argomento che verrà trattato al vertice di venerdì.