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In Ucraina la tregua c’è. Almeno ufficialmente. Nella realtà continuano ad esservi scontri specialmente nella zona di Donetsk, dove nelle ultime ore almeno sei civili e 11 miliziani sono rimasti uccisi dai bombardamenti dell’artiglieria di Kiev: la notizia è stata riportata da fonti vicine agli insorti, anche se è un continuo scambio di accuse fra chi per primo ha violato il cessate-il-fuoco.
Intanto il parlamento di Kiev ha approvato, su proposta del presidente Petro Poroshenko, una legge che prevede maggiore autonomia per le regioni russofone, com’era stato previsto dal vertice di Minsk dello scorso 5 settembre, al quale hanno preso parte Russia, Ucraina, Osce, rappresentanze dei ribelli e Ue.
Secondo il Segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, Mosca, che “ha violato tutti gli impegni internazionali”, ha interesse a “protrarre un conflitto ‘congelato’ ad est e noi non lo dobbiamo accettare”, anche se “non pone una minaccia immediata ai nostri alleati” e “la soluzione politica resta la strada”.
E mentre il rublo ha raggiunto il suo minimo storico sul dollaro (38,03 rubli per acquistare un dollaro, oltre 50 rubli per un euro), anche la Slovacchia, dopo la Polonia, ha denunciato nuove riduzioni di forniture del gas dalla Russia, cioè un calo del 10%.

