di C. Alessandro Mauceri

Regge solo sulla carta la tregua nell’Ucraina orientale, stabilita nel recente incontro del “Minsk 2”: movimenti di truppe e mezzi continuano ad indicare che il cessate-il-fuoco in realtà non è stato attuato dalle parti in lotta.

Truppe e mezzi pesanti dell’esercito ucraino ieri erano infatti in movimento, nonostante l’accordo siglato dal “Quartetto di Normandia” (Russia, Germania, Ucraina e Francia) e quanto stabilito da gruppo di contatto (Russia, Ribelli e Ucraina), che prevedeva il ritiro entro pochi giorni dall’entrata in vigore della tregua delle armi pesanti in una zona “cuscinetto”, fra i 50 e i 140 chilometri (misura dipendente dalla gittata e calibro delle armi).

Il portavoce della Difesa ucraino, Anatoly Stelmakh, oggi ha comunicato che l’Ucraina violerà l’accordo e non ne rispetterà i termini: non ritirerà le proprie armi pesanti. Blande le motivazioni addotte: il ritiro inizierà “quando il nemico smetterà di aprire il fuoco contro le nostre posizioni”, ha detto precisato Stelmakh. “Non si può parlare di ritiro delle armi fino a che le postazioni dei soldati ucraini continuano a essere prese di mira”, ha aggiunto un altro portavoce ucraino, Vladyslav Seleznnuyov.

Nei giorni scorsi la diminuzione degli scontri (che finora hanno causato diverse migliaia di morti) e lo scambio di circa 200 prigionieri tra le forze in campo aveva fatto ben sperare.

Ora, dopo la decisione dell’esercito ucraino di non rispettare gli accordi sottoscritti, la situazione potrebbe di nuovo degenerare. In un’intervista alla Reuters, Eduard Basurin, comandante delle truppe filo-russe, ha negato di aver lanciato attacchi con armi pesanti. “Al momento tutto è tranquillo, non c’è nessun bombardamento”.

Kiev ha anche accusato i ribelli di voler rafforzare le proprie posizioni nei pressi di Mariupol, che, nonostante la tregua, potrebbe diventare il prossimo fronte caldo del conflitto. La cittadina, posta a 200 chilometri dal nodo strategico di Debaltseve, è controllata dalle forze di Kiev, ma potrebbe presto essere oggetto di un’offensiva da parte delle forze separatiste. La notizia è stata confermata anche dall’analista Dmytro Tymchuk, che ha riferito di movimenti di spostando truppe e mezzi nella zona da parte dei ribelli.