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La Corte europea per i diritti dell’Uomo ha annunciato di avere comunicato alle autorità ucraina nuove richieste relative alla vicenda dell’ex premier Yulia Tymoshenko, in carcere del 2011. La Corte ha trasmesso a Kiev un nuovo ricorso dell’oppositrice, invitando il governo ucraino a “presentare le sue osservazioni sulle contestazioni in esso contenute”. Il ricorso verte in particolare sul processo penale del 2011 nei confronti di Tymoshenko, accusata di aver firmato illecitamente contratti di fornitura di gas russo. Al termine del processo l’ex premier è stata condannata a sette anni di carcere per abuso di potere, pena confermata in appello nel 2012. La 52enne Tymoshenko, oggi alla guida di uno dei principali partiti d’opposizione ucraini, contesta l’equità della procedura penale a lei applicata, lamenta le difficoltà incontrate nel difendersi davanti ai tribunali del suo Paese e sostiene che le indagini nel suoi confronti sono state motivate politicamente. L’ex premier lamenta anche interferenze nella sua vita privata, dopo la pubblicazione su internet e sulle tv regionali di immagini che la mostrano durante visite mediche, all’ospedale dove è un cura da maggio 2012. Affermando che le è difficile telefonare dall’ospedale, Tymoshenko sostiene inoltre di essere priva da agosto 2011 di ogni possibilità di comunicare con i media e il mondo esterno, con impatti negativi sulla sua vita politica. E’ la seconda volta che Tymoshenko presenta ricorso alla Corte per i diritti umani: a fine aprile la Corte si era pronunciata su un primo ricorso centrato sulla carcerazione preventiva del 2011. I giudici europei avevano stabilito che la detenzione è stata arbitraria perché disposta “per un periodo indeterminato”, Tymoshenko non aveva potuto contestare nelle aule di giustizia la legalità di tale detenzione.

